A Gabriele,a chi come lui

Ho partecipato ad un concerto di beneficenza.

Un concerto per Gabriele, diventato angelo a 14 anni perché una brutta malattia ha deciso il suo destino e quello della sua bella e mite famiglia.

Un appuntamento fisso da molti anni ormai, un ricordo vivo quello di Gabriele che continua a suonare la sua chitarra attraverso la musica di suo fratello Francesco e di tutti gli altri artisti che ogni anno si ritrovano insieme mossi dall’amore che smuove le montagne e spinge a fare il bene, a farlo per tutti ogni volta che se ne ha la possibilità.

Questo è quello che vorrei che mio figlio apprendesse prima di ogni altra cosa: il dovere morale. Vorrei che da subito comprendesse che il mondo si muove con questi gesti e che se non si aiuta chi ha bisogno, chi è in difficoltà, chi soffre la vita si trasforma in un’amara realtà, vuota, misera.

Se fosse stato un pó più grande lo avrei portato con me ieri sera perché potesse vedere cosa si celava dietro ogni canzone, dietro la riffa per vincere le maglie dei calciatori famosi, dietro le tessere di abbonamento all’associazione, dietro le lacrime dopo la dedica di Francesco a suo fratello Gabriele che dal cielo lo applaudiva.

Una di quelle serate terapeutiche, che ti riportano con i piedi per terra, che assegnano la casella giusta ad ogni argomento, che selezionano le cose davvero importanti da quelle che non lo sono, segnando il tuo percorso e a cui si deve dire grazie per quello che ti regalano.

Ho conosciuto i genitori di Gabriele e mentre li ascoltavo guardavo i loro occhi, pensavo al dolore profondo, alla forza che hanno cercato e alla rassegnazione che sono riusciti a trovare. All’impegno che, con la loro piccola associazione, infondono per chi come Gabriele è un bambino sfortunato.

Ed è stato allora che ho pensato che davvero l’amore non conosce confini, perché se anche dopo la morte di un figlio si può essere speciali, come lo sono loro, c’è speranza, sempre.

E loro sono un meraviglioso messaggio di speranza!

L’associazione che hanno creato si chiama “Gli amici di Gabriele-ONLUS”, sposa una causa importante, proviamo a sposarla tutti, insieme.

Perché si può scegliere di essere persone migliori semplicemente aiutando gli altri.

Abbiamo questa possibilità: regalare la speranza!

La Scuola Digitale esiste. Ecco i dati.

” A due anni dall’avvio del Piano nazionale scuola digitale il 97% delle scuole è dotato di connessione, il 54% delle aule è adatto alla didattica digitale, nell’82% degli istituti si usa il registro elettronico, mentre il 96% utilizza il digitale per le comunicazioni con le famiglie. I numeri testimoniano un salto di qualità rispetto al recente passato: 

“Solo due anni fa tra noi e i paesi migliori c’era un gap di 15 anni in fatto di cultura digitale”, ha affermato la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli intervenendo nell’ambito dell’evento in cui ha indicato i prossimi passi per consolidare l’innovazione nella scuola.“Senza cambiamenti nella scuola non c’è cambiamento nella società – ha proseguito -: è una sfida della nostra epoca che riguarda ogni singolo individuo e istituzione. Si trattai d costituire un ecosistema che metta in relazione competenze e innovazione”.
L’adeguamento infrastrutturale

Anche se i dati sulla connessione sono di tutto rispetto, “è necessario ora avere il sostegno di una maggior velocità, maggior qualità e più strumenti di innovazione”, ha aggiunto Fedeli. Per questo ha annunciato le prossime tappe della digitalizzazione della scuola, a partire da un investimento di 140 milioni per la realizzazione in chiave digitale di laboratori professionalizzanti in un’ottica di Industria 4.0. Altri 2,5 milioni saranno destinate alle aree più deboli per creare ambienti innovativi nelle scuole di periferia sperimentando il digitale come soluzione inclusiva contro la dispersione scolastica.

In ambito infrastrutturale il sottosegretario del ministero allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli ha annunciato un voucher, “già disponibile presso il Cipe”, per permettere a tutte le scuole di “avere una connessione in banda larga a 100 megabyte entro il 2020” (come anticipato ieri dal Sole 24 Ore).
L’amministrazione digitale

Altri 5,7 milioni sono previsti per la manutenzione tecnica informatica per la scuole del primo ciclo, mentre 15 milioni saranno destinati per fornire il registro elettronico a tutte le classi del primo ciclo. Nell’ambito della trasformazione digitale è previsto un design nuovo per i siti web delle scuole in un’ottica open source.
Competenze digitali strutturali

Già oggi 1,7 milioni di studenti e 25mila docenti hanno sperimentato i corsi di coding grazie al progetto “Programma il futuro”: ora sarà lanciata una call per sperimentare il pensiero computazionale strutturale dalla prima elementare all’ultimo anno delle superiori.

Ma lo sforzo deve essere soprattutto finalizzato all’innovazione didattica: per questo saranno istituiti a metà settembre tra gruppi di lavoro per la mappatura delle metodologie didattiche innovative, per la revisione delle indicazioni nazionali e per definire delle linee guide per l’utilizzo dei device personali in classe (già oggi la metà delle scuole permette il Byod).
Community di innovatori

Un grosso ruolo nella diffusione dell’innovazione didattica è demandata alla comunità degli animatori digitali, circa 30mila docenti incaricati della diffusione dell’innovazione digitale nelle scuole, che avrà a disposizione una piattaforma social di condivisione delle best practices e delle idee. Accanto a questi saranno sviluppati degli snodi regionali di innovazione didattica: 18 future labs, uno in ogni regione, per lo sviluppo di metodologie innovative e 18 centri di competenza per la formazione.

Altri 25 milioni saranno stanziati per la formazione avanzata sui temi del digitale per tutto il personale della scuola.
Tutti coinvolti

Se, come sostiene la ministra Fedeli, “l’educazione è una piattaforma abilitante per lo sviluppo dell’intero paese”, tutti sono coinvolti. “Entro il 2018 abbiamo stimato un fabbisogno di 85.000 nuovi specialisti nel digitale – ha affermato il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania – Formare questi nuovi profili ad alto grado di occupabilità è un obiettivo prioritario del Piano per la scuola digitale. Ora è il momento di concentrarci sui risultati per avere nei prossimi tre anni cambiamenti tangibili”.

Nell’ambito del coinvolgimento delle aziende private Google ha siglato ieri un protocollo d’intesa con il Miur per lo sviluppo delle competenze digitali a scuola, mentre Microsoft ha rinnovato il suo accordo per la fornitura di dotazioni digitali. ”
Pierangelo Soldavini

“Mamma, mi hai dettoChe la maternità sarebbe stata meravigliosa.

Ma mamma, non mi hai mai detto Cosa mi avrebbe fatto.

Come avrebbe preso la donna che ero

La donna che credeva di sapere tutto

E voleva controllare tutto

E l’avrebbe fatta fuori

e le avrebbe insegnato

che aveva tante cose da imparare.
Mamma, mi hai detto

che ci sarebbero state notti insonni

Ma mamma, non mi hai mai detto

quanto sarei potuto essere stanca

Che dormire sarebbe diventato un lusso e non qualcosa a cui ho diritto;

Ma che non ci sarebbe stato niente di più dolce di sentire il suono del loro respiro costante mentre dormivano;

E che anche tutto quello che volevo

era chiudere i miei occhi

Per altri cinque minuti,

Piccole, soffici, paffute braccia

Intorno al mio collo,

Cantando canzoni,

raccontando storie

Ridacchiando e strillando,

Mi avrebbe fatto dimenticare quanto avevo bisogno di dormire.

Mamma, mi hai detto

Che ne sarei venuta fuori un giorno alla volta.

Ma mamma, non mi hai mai detto

Che la maternità si sarebbe presa la perfezionista che c’è in me E l’avrebbe ridotta a qualcuno che non ha altra scelta che accettare Che a volte, “abbastanza buono” è abbastanza.

Mamma, mi hai detto
Che la maternità avrebbe cambiato il modo in cui penso

Ma mamma, non mi hai mai detto

Come la mia memoria di ferro avrebbe potuto essere ridotta in brandelli,

E che avrei dimenticato,

Sbagliato posto,

E confuso le cose;

Ma che avrei ricordato più chiaramente

il peso dei loro piccoli corpi caldi

la prima volta che li ho tenuti in braccio.

Mamma, mi hai detto

Che la maternità mi avrebbe insegnato l’altruismo.

Ma mamma, non mi hai mai detto

Come, a volte, mi sarei sentita come se la mia indipendenza, La mia libertà, il mio tempo, il senso di me stessa, fossero portati via del tutto.

E che mi sarei sentita in colpa a volte sperando di poter avere tutto indietro;

Ma che in realtà, è un privilegio essere necessari a qualcuno

Così profondamente

E che la maternità mi avrebbe regalato

 così tanti momenti preziosi da togliermi il fiato.

Mamma, mi hai detto

Che la maternità avrebbe cambiato le mie priorità.

Ma mamma, non mi hai detto delle preoccupazioni. Di quanto mi sarei preoccupata.

Sono felici? Sono in buona salute?

Stanno bene?

Io sono abbastanza?

Non sapevo che qualcun altro avrebbe

totalmente e completamente

Consumato ogni mio pensiero

E che tutto il resto sarebbe diventato

non importante,

Secondario,

fintanto che i miei figli fossero felici.

Mamma, mi hai detto

Che sarebbe stata una gioia vederli crescere.

Ma mamma, non mi hai mai detto

Quanto velocemente il tempo sarebbe passato;

Come le ore, i giorni, le settimane e i mesi

sarebbero fuggiti

dalle mie dita

Così in fretta

Che all’improvviso mi sarei ritrovata a guardare un ragazzo invece di un bambino;

Un bambino invece di un neonato;

E implorare il tempo di essere un po ‘ più gentile e che mi aspettasse per recuperare.

Mamma, mi hai detto

Che la maternità avrebbe dovuto insegnarmi le cose.

Ma mamma, non mi hai mai detto

Come diventare una madre mi avrebbe messo alla prova

E spingermi

E farmi dubitare di me stessa

E portarmi a pensare che stavo facendo tutto sbagliato;

Ma che con ogni prova, ogni spinta, ogni momento

avrebbe potuto insegnarmi

Come essere migliore

Come si fa ad essere più forte

E che sarei stata in grado di farlo. 

Mamma, mi hai detto che mi hai amato.

Ma mamma, non mi hai mai detto quanto l’amore potesse correre così ferocemente nelle vene;

Come ogni altro tipo di amore

Che io abbia mai sentito

non è stato niente del genere.

Come sarebbe stato un amore che mi ha insegnato a dare più di quanto avrei mai pensato di poter dare, e, in qualche modo, a voler dare ancora di più quando penso che non ho più niente,

E ad essere grata per la più semplice delle gioie.”

(Dal web)

Quale Turismo Digitale per l’Italia

“Turismo digitale: un motore per la crescita del paese” è il convegno a cui ho partecipato pochi giorni fa a Roma, organizzato dall’associazione Italian Digital Revolution presso la Sala Gianfranco Imperatori dell’associazione Civita in piazza Venezia,11. 


In un documento il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli, ha fatto il punto sulla situazione per puntare sempre di più sul binomio turismo e innovazione, simili nel coinvolgere attori pubblici e privati in modo interdisciplinare e nell’esigenza manifesta di dover riempire il gap in materia di infrastrutture, che pesa come un macigno soprattutto per quanto riguarda la parte online. Basti pensare, ad esempio, alla frammentazione dei dati che da tempo caratterizza il settore e la crescita inferiore al resto d’Europa: in Italia infatti la quota delle prenotazioni online è del 35%, mentre nel Vecchio Continente raggiunge il 45%, nonostante nel 2016 nel nostro paese hanno registrato un aumento del 3%, mentre quelle via web sono cresciute del 7%. 


L’obiettivo quindi deve essere quello di migliorare il trend positivo e ottimizzare i risultati fin qui ottenuti.

Tanti i tecnici di settore che hanno dato il proprio contributo, tantissime le persone presenti in sala, un successo per Italian Digital Revolution che in poco più di un anno di attività ha già al proprio attivo numeri da capogiro sia in termini di eventi, organizzati, personalità che ne hanno preso parte, cittadini che si sono avvicinati al digitale grazie al lavoro di diffusione fatto sul tema.


Questi risultati sono stati poi degnamente festeggiati con una serata di gala sulla meravigliosa Terrazza Civita che si affaccia su piazza Venezia.


Allego locandina dell’evento dove sono messi in evidenza tutto i nomi degli illustri relatori.

Ho scoperto EasyCOOP!

Mamme, sapete cos’è EasyCOOP?
È la spesa che più facile non c’è!
Bastano pochi minuti, pochi click e le dispense di casa saranno sorprendentemente piene con zero e sottolineo zero fatica.
Senza prendere l’auto, senza affrontare il traffico di Roma, senza andare alla disperata ricerca di un parcheggio, senza fare lunghe file alle casse. 

Sembra una favola, soprattutto per chi vive in una città complicata come Roma, ma invece è già realtà.


I tempi cambiano, per cui COOP si è adeguata al cambiamento e grazie alla spesa digitale che si chiama EasyCOOP il cliente ha un servizio molto comodo che restituisce tempo e qualità alla famiglia. 

Ormai tutti gli italiani sono connessi durante tutto il giorno, amano l’innovazione, la tecnologia e hanno sempre meno tempo a causa dei ritmi frenetici della città.

Per cui l’ e-commerce è una soluzione ottimale a cui EasyCoop ha saputo guardare per primo.

Quattro sono i punti fondamentali che rendono EasyCoop una vera e propria best- practice:
1. La semplicità del metodo d’acquisto;
2. La qualità e l’assortimento di prodotti;
3. La sicurezza garantita a 360 gradi;
4. La flessibilità delle fasce di consegna (dalle 8,00 alle 22,00).
Nella visita che ho potuto fare insieme ad altre blogger del dark store di EasyCoop ho potuto constatare personalmente quanta cura e attenzione c’è verso i prodotti, la loro conservazione, la suddivisione per categorie ben ordinate. 


Ho conosciuto il personale che cura in maniera sbalorditiva tutto il dark store fino alla consegna a casa, un personale qualificato e attento, prontissimo a rispondere a tutti i quesiti di noi blogger, che prima di tutto siamo mamme e quindi molto scrupolose quando compriamo qualcosa per la nostra famiglia e soprattutto per i nostri figli. 

Le risposte ricevute, devo ammetterlo con gioia, sono state più che soddisfacenti.

 Non è servito invogliarmi con molte chiacchiere a fare la spesa EasyCoop, è bastato ciò che ho visto fra tutte quelle corsie e celle frigorifere che erano talmente perfette da sembrare un mosaico, guardare il lavoro dei dipendenti ed il loro sorriso, ascoltare le parole decise di chi ci spiegava cosa, come e quando EasyCoop è realmente una spesa di qualità.

Io sono tornata a casa soddisfatta e felice perché non solo è vero tutto quello che vediamo in pubblicità o leggiamo sui volantini ma perché visionando tutto personalmente mi sono resa conto, con meraviglia, che è ancora meglio di ciò che sembra. 

E ho voluto ringraziarli personalmente del lavoro che fanno per i loro clienti.
Perché il cliente davvero viene prima di tutto e tutto ruota attorno a questa figura, ai suoi bisogni e necessità garantendo un servizio efficace e di qualità.

Volete provare anche voi? 
Volete provare con uno sconto speciale?
Se vivete a Roma (all’interno del Grande Raccordo Anulare) potete farlo, usufruendo di 10€ di sconto digitando questo codice: “FATTOREMAMMA_10”, valido fino al 31 Luglio. 
Approfittate di questo sconto per conoscere e apprezzare questo modo nuovo, facile e comodo di fare la spesa per la vostra famiglia.
E secondo me, non potrete più farne a meno!

Apriamo le scuole anche in estate?

Tre mesi di vacanza sono tanti, più di qualcuno sostiene che sono troppi.
C’è una richiesta che diventa sempre più insistente: aprire le scuole anche durante l’estate.

Lo chiedono a gran voce tanti genitori alla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che risponde che rivoluzionerà il mondo della scuola. 

E gli italiani, tutti, sperano in questa rivoluzione.

Si, perché quando finisce la scuola è davvero complicato gestire la quotidianità dei propri figli specialmente quando non si hanno le possibilità economiche.

 Le famiglie italiane sono le uniche in Europa a dover fare i conti con tre mesi di vacanza dalla scuola. 

Mamma e papà devono continuare ad andare a lavoro e i bambini cosa fanno? Certamente non possono restare a casa soli, abbandonati a se stessi a fare chissà cosa.

Scatta così, come ad ogni mese di Giugno, il toto-programma: baby-sitter, campi estivi, settimane nei circoli sportivi, stage all’estero, corsi di ogni genere.

E si tratta di costi non indifferenti, anzi.

Quante famiglie se lo possono permettere?

Io rispondo con certezza: di questi tempi pochi, pochissimi.

È per tale ragione che i genitori italiani hanno letteralmente subissato di mail la ministra dell’ Istruzione per tenere aperte le scuole d’estate. E lei prontamente ha risposto: “Stiamo studiando un piano per programmare l’apertura delle scuole italiane durante i tre mesi estivi, in supporto alle famiglie. Si parte l’anno prossimo “.


È una risposta che tutte le mamme e i papà si aspettavano anche se qualche insegnante non è d’accordo convinti che la scuola non ha un compito ricreativo ma educativo.

Certo è che se il programma della ministra va in porto sarà una vera rivoluzione, una prima volta eccezionale, nessuno prima di lei c’era riuscito.

Io, da mamma, mi trovo pienamente d’accordo con l’istanza dei genitori italiani e con la straordinaria proposta della ministra Fedeli.

Innanzitutto perché trovo giusto che il governo dia una risposta concreta ad un bisogno urgente delle famiglie italiane che devono organizzare per un tempo davvero troppo lungo, direi infinito, della chiusura delle scuole la vita dei propri figli. Tre mesi di vacanza non sono più possibili per le esigenze della famiglia italiana, che come altri ambiti della società evolve i propri aspetti e necessità.

 Spessissimo entrambi i genitori lavorano e anche se la mamma fa la casalinga nessuno può permettersi, con la crisi economica che contraddistingue i nostri tempi, neanche un mese intero di vacanza. Spesso, infatti, si è costretti a restare anche il mese di agosto in città e la vacanza si riduce ad una settimana o poco più.

Inoltre, tre mesi sono troppi anche per l’interruzione dell’apprendimento a cui, invece, bisogna dare continuità e contributo anche per l’arricchimento del curriculum vitae.

E l’organizzazione di tutto ciò è più semplice di quello che può sembrare.

 Basterebbe, ad esempio, fare convenzioni con piscine, centri sportivi, ecc. Gli insegnanti potrebbero dare il proprio contributo a turno insieme ai tirocinanti, agli universitari, agli animatori.

Insomma, non c’è bisogno di un miracolo per cambiare lo stato delle cose, basta volerlo, basta semplicemente e banalmente organizzarsi.

Vacanze: 7 mete sicure

Ci siamo.È arrivato il tempo delle vacanze. Anche se questo è per definizione il tempo degli attentati e della crisi economica, le famiglie italiane non rinunciano alle tanto attese “ferie estive”.

Quindi, valigia alla mano e via!

Ma dove?

Le mete sono tante e sempre più organizzate online, il c.d. Turismo Digitale continua a progredire.

La società Ig, leader globale per il trading online, ha confrontato cinque variabili e le ha confrontate paese per paese creando uno schema utile per organizzare al meglio una vacanza.

Vi riporto l’articolo integrale de La Repubblica:

” Guerre, attentati e crisi economica, in parte superata, sembrano non scoraggiare gli italiani a farsi una vacanza all’estero. Ogni anno partono in 60 milioni e molti per farlo sono disposti anche a indebitarsi. Tant’è che dal primo gennaio al 31 maggio 2017 oltre 33 milioni di euro sono stati chiesti alle più svariate finanziarie o banche per sostenere i costi di viaggi a breve, medio o lungo raggio. Più o meno l’importo richiesto è di 5.000 euro, una cifra superiore del 7,7% rispetto al periodo precedente.
 Ma dove andare per spendere poco e viaggiare sicuri?
Le mete sono tante, come i desideri dei singoli, ma un’indicazione arriva dalla società Ig, leader globale per il trading online, che ha messo a confronto cinque variabili e le ha “pesate” paese per paese. Cominciamo dalla prima, il tasso di cambio favorevole, visto che l’euro grazie a una crescita economica migliore delle attese si sta apprezzando su molte valute, sterlina compresa che, complice la Brexit è andata giù sui mercati valutari. Il secondo elemento è il costo della vita, quindi il prezzo del biglietto aereo e il rischio Paese, cioé la sua sicurezza. In ultimo il clima. In alcuni Paesi asiatici è tempo di monsoni, dunque la pioggia è assicurata, mentre in Centro America è tempo uragani.
Presi questi cinque elementi e “ponderati” per bene, ne è venuta fuori una tabella curiosa e che probabilmente non tutti seguiranno, un po’ perchè alcuni sono viaggi lontani, un po’ perché alla fine ognuno ha in mente il viaggio dei suoi sogni, tant’è che per farlo è disposto a indebitarsi. Per il viaggio aereo, il calcolo, fatto utilizzando i maggiori motori di ricerca, prevede la partenza da Roma nelle settimane centrali di agosto (dal 6 al 21), tipicamente le più care se si sceglie di viaggiare in Italia.

Ciò detto la società Ig consiglia ai viaggiatori italiani sette mete in giro per il mondo. La prima, inaspettata, è l’Uzbekistan. Un paradiso dell’Asia centrale che per anni era difficile se non impossibile raggiungere (fu incluso nell’Unione sovietica, da lì passò il treno “rosso” della rivoluzione d’ottobre), è in realtà una terra di fascino e bellezza. Alcuni siti sono parte del patrimonio Unesco. Attraversato dalla via della Seta, dove passavano i commerci e che oggi si vuole ricostruire, ha come capitale Samarcanda, con il suo imponente arco di ingresso alla città. Un luogo dove si intrecciano molte culture e ricco di minareti, scuole coraniche, moschee. Ideale per tre motivi, ha un basso costo della vita, un cambio favorevole e il biglietto aereo non è poi così caro.

La seconda tappa è la Cina, che ha condizioni climatiche favorevoli, un rischio paese quasi nullo e un basso costo del biglietto aereo. E che dire dello Sri Lanka, già da tempo meta di turisti stranieri, l’isola più bella del mondo la definì Marco Polo quando vi approdò. Mare cristallino, spiagge che hanno poco da invidiare a quelle delle Maldive e strutture alberghiere ormai all’altezza. E anche per lo Sri Lanka i punti a favore sono il bassissimo costo della vita e un biglietto aereo che si può trovare facilmente a costo ridotto.

Chi non vuole allontanarsi molto, né indebitarsi per il costo del viaggio, può scegliere la Croazia, con le sue spiagge di incontaminata bellezza. Mljet, l’isola più a sud del Paese è un gioiello, circondata dalle acque più pulite al mondo. Deliziosa anche l’isola di Hvar piena di villaggi pittoreschi che profumano di lavanda. D’obbligo una visita a Zagabria, se amate girare tra i suoi vicoli pieni di negozietti e fare un salto al mercato di Dolac, il più grande mercato all’aperto di tutto il Paese. E poi c’è Dubrovnik, una bellezza fuori dal tempo, tanto è lì che la produzione ha scelto di girare la serie televisiva il “Trono di spade”. Basso il costo del volo e un rischio paese nullo, tra i più bassi in assoluto, come conferma il sito Viaggiare sicuri del ministero degli Esteri italiano.

Gli ultimi tre Paesi in classifica sono Canada, Gran Bretagna e Colombia. Il Canada perché tutto sommato ha un costo del biglietto aereo contenuto, un cambio favorevole e un rischio paese tra i più bassi. Certo non è per chi cerca il sole. Lì ad attirare sono i grandi spazi verdi, la natura incontaminata e salendo al Nord si può arrivare all’isola di Terranova e nei territori del Labrador, pieni di parchi naturali. E poi c’è Québec City, la città più antica di tutta l’America del Nord.

Nonostante il costo della vita elevato e gli attentati, il Regno Unito rimane una delle destinazioni preferite. A giocare a suo favore di quesi tempi è il cambio. Dopo il referendum sulla Brexit infatti, la sterlina ha continuato a perdere nei confronti dell’euro. Utima meta consigliata è la Colombia. Dopo la tregua siglata con i ribelli, la situazione del Paese è un po’ cambiata, grazie alla crescita economica e alla forte apertura al turismo. Una visita forse vale la pena visto che è l’unico Paese dell’America del Sud che si affaccia sui due oceani, oltre a essere considerata la culla di grandi civiltà. Ci sono poi le spiagge caraibiche dell’arcipelago del Rosario, sabbia bianca e finissima. I pregi dal lato economico? Un bassissimo costo della vita e condizioni climatica favorevoli d’estate. E se per alcuni Paesi il cambio e i costi aerei giocherebbero a loro favore, sono gli accresciuti rischi politici e dunque di sicurezza, a far sì che rimangano esclusi da questa classifica. Due per tutti, Egitto e Turchia”.

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Gallery di #MammeinParlamento

Ieri è stata una giornata speciale.

Le mamme sono state protagoniste in Parlamento.

Vi lascio le foto più belle…. ed anche quelle più divertenti del party.


Il vice Presidente della Camera dei Deputati on. Simone Baldelli ha inaugurato i lavori.



È stato con noi anche il Ministro Enrico Costa.


Ha moderato Giancarla Rondinelli, giornalista Mediaset.


Le blogger: Jolanda Restano, Simona Mazzei, Federica Piccinini, Barbara Damiano ed io in pausa pranzo.

A sinistra l’on. Enza Bruno Bossio, esperta di digitale intervenuta a Mamme in Parlamento.

Dopo una giornata di lavoro….. ora è il momento del party!


Mamme, venite in Parlamento con me?

Sono giorni concitati questi per me.Siamo alla settimana di vigilia dell’evento “Mamme in Parlamento” e io sto impiegando tutte le mie forze per la riuscita più giusta, quella che merita.

L’appuntamento è il 6 Giugno alle h.10,00 all’ Aula dei Gruppi della Camera dei Deputati ( via di Campo Marzio, 74).

Saremo li e saremo tante, tutte per proporre, migliorare, consigliare come solo una mamma sa fare.


Sarà un incontro fra blogger, esperti di comunicazione, esperti di digitale ed istituzioni che avrà come scopi:
– sensibilizzare le istituzioni su temi e problemi delle mamme e dunque delle famiglie italiane, con particolare attenzione alle nuove-mamme, intese come nuova generazione di mamme digitali, tecnologiche e consapevoli, che possono dare un contributo vero a rendere il Paese più a misura di mamma;
– far conoscere alle nuove-mamme le istituzioni e la politica intesa nel senso più nobile: come funziona la politica e soprattutto il parlamento e come può far evolvere il Paese partendo dalle esigenze reali dei cittadini;
– creare nuovi “corridoi” che, sfruttando il digitale, possano far pervenire idee da parte delle mamme a chi amministra la cosa pubblica.


Saremo ” Mamme in Parlamento ” per un giorno.

Avremo la possibilità di confrontarci con le istituzioni sui temi che più ci riguardano da vicino: sanità, scuola, lavoro, bullismo, telecamere obbligatorie nelle scuole, cyber bullismo. Lo faremo alla presenza delle istituzioni, di politici, membri del Governo, blogger, influencer, tecnici, esperti di digitale.

Ma le protagoniste assolute saranno le mamme con le loro esigenze e proposte.

Sarà una giornata importante, di riflessione, di studio e confronto.

Ascolteremo voci autorevoli di diversi settori.

Ma soprattutto ascolteremo le mamme italiane, importante motore del nostro Paese.
Partecipare è semplice e gratuito, basta inviare una mail a : accrediti@aidr.it


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