Vacanze: 7 mete sicure

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Ci siamo.È arrivato il tempo delle vacanze. Anche se questo è per definizione il tempo degli attentati e della crisi economica, le famiglie italiane non rinunciano alle tanto attese “ferie estive”.

Quindi, valigia alla mano e via!

Ma dove?

Le mete sono tante e sempre più organizzate online, il c.d. Turismo Digitale continua a progredire.

La società Ig, leader globale per il trading online, ha confrontato cinque variabili e le ha confrontate paese per paese creando uno schema utile per organizzare al meglio una vacanza.

Vi riporto l’articolo integrale de La Repubblica:

” Guerre, attentati e crisi economica, in parte superata, sembrano non scoraggiare gli italiani a farsi una vacanza all’estero. Ogni anno partono in 60 milioni e molti per farlo sono disposti anche a indebitarsi. Tant’è che dal primo gennaio al 31 maggio 2017 oltre 33 milioni di euro sono stati chiesti alle più svariate finanziarie o banche per sostenere i costi di viaggi a breve, medio o lungo raggio. Più o meno l’importo richiesto è di 5.000 euro, una cifra superiore del 7,7% rispetto al periodo precedente.
 Ma dove andare per spendere poco e viaggiare sicuri?
Le mete sono tante, come i desideri dei singoli, ma un’indicazione arriva dalla società Ig, leader globale per il trading online, che ha messo a confronto cinque variabili e le ha “pesate” paese per paese. Cominciamo dalla prima, il tasso di cambio favorevole, visto che l’euro grazie a una crescita economica migliore delle attese si sta apprezzando su molte valute, sterlina compresa che, complice la Brexit è andata giù sui mercati valutari. Il secondo elemento è il costo della vita, quindi il prezzo del biglietto aereo e il rischio Paese, cioé la sua sicurezza. In ultimo il clima. In alcuni Paesi asiatici è tempo di monsoni, dunque la pioggia è assicurata, mentre in Centro America è tempo uragani.
Presi questi cinque elementi e “ponderati” per bene, ne è venuta fuori una tabella curiosa e che probabilmente non tutti seguiranno, un po’ perchè alcuni sono viaggi lontani, un po’ perché alla fine ognuno ha in mente il viaggio dei suoi sogni, tant’è che per farlo è disposto a indebitarsi. Per il viaggio aereo, il calcolo, fatto utilizzando i maggiori motori di ricerca, prevede la partenza da Roma nelle settimane centrali di agosto (dal 6 al 21), tipicamente le più care se si sceglie di viaggiare in Italia.

Ciò detto la società Ig consiglia ai viaggiatori italiani sette mete in giro per il mondo. La prima, inaspettata, è l’Uzbekistan. Un paradiso dell’Asia centrale che per anni era difficile se non impossibile raggiungere (fu incluso nell’Unione sovietica, da lì passò il treno “rosso” della rivoluzione d’ottobre), è in realtà una terra di fascino e bellezza. Alcuni siti sono parte del patrimonio Unesco. Attraversato dalla via della Seta, dove passavano i commerci e che oggi si vuole ricostruire, ha come capitale Samarcanda, con il suo imponente arco di ingresso alla città. Un luogo dove si intrecciano molte culture e ricco di minareti, scuole coraniche, moschee. Ideale per tre motivi, ha un basso costo della vita, un cambio favorevole e il biglietto aereo non è poi così caro.

La seconda tappa è la Cina, che ha condizioni climatiche favorevoli, un rischio paese quasi nullo e un basso costo del biglietto aereo. E che dire dello Sri Lanka, già da tempo meta di turisti stranieri, l’isola più bella del mondo la definì Marco Polo quando vi approdò. Mare cristallino, spiagge che hanno poco da invidiare a quelle delle Maldive e strutture alberghiere ormai all’altezza. E anche per lo Sri Lanka i punti a favore sono il bassissimo costo della vita e un biglietto aereo che si può trovare facilmente a costo ridotto.

Chi non vuole allontanarsi molto, né indebitarsi per il costo del viaggio, può scegliere la Croazia, con le sue spiagge di incontaminata bellezza. Mljet, l’isola più a sud del Paese è un gioiello, circondata dalle acque più pulite al mondo. Deliziosa anche l’isola di Hvar piena di villaggi pittoreschi che profumano di lavanda. D’obbligo una visita a Zagabria, se amate girare tra i suoi vicoli pieni di negozietti e fare un salto al mercato di Dolac, il più grande mercato all’aperto di tutto il Paese. E poi c’è Dubrovnik, una bellezza fuori dal tempo, tanto è lì che la produzione ha scelto di girare la serie televisiva il “Trono di spade”. Basso il costo del volo e un rischio paese nullo, tra i più bassi in assoluto, come conferma il sito Viaggiare sicuri del ministero degli Esteri italiano.

Gli ultimi tre Paesi in classifica sono Canada, Gran Bretagna e Colombia. Il Canada perché tutto sommato ha un costo del biglietto aereo contenuto, un cambio favorevole e un rischio paese tra i più bassi. Certo non è per chi cerca il sole. Lì ad attirare sono i grandi spazi verdi, la natura incontaminata e salendo al Nord si può arrivare all’isola di Terranova e nei territori del Labrador, pieni di parchi naturali. E poi c’è Québec City, la città più antica di tutta l’America del Nord.

Nonostante il costo della vita elevato e gli attentati, il Regno Unito rimane una delle destinazioni preferite. A giocare a suo favore di quesi tempi è il cambio. Dopo il referendum sulla Brexit infatti, la sterlina ha continuato a perdere nei confronti dell’euro. Utima meta consigliata è la Colombia. Dopo la tregua siglata con i ribelli, la situazione del Paese è un po’ cambiata, grazie alla crescita economica e alla forte apertura al turismo. Una visita forse vale la pena visto che è l’unico Paese dell’America del Sud che si affaccia sui due oceani, oltre a essere considerata la culla di grandi civiltà. Ci sono poi le spiagge caraibiche dell’arcipelago del Rosario, sabbia bianca e finissima. I pregi dal lato economico? Un bassissimo costo della vita e condizioni climatica favorevoli d’estate. E se per alcuni Paesi il cambio e i costi aerei giocherebbero a loro favore, sono gli accresciuti rischi politici e dunque di sicurezza, a far sì che rimangano esclusi da questa classifica. Due per tutti, Egitto e Turchia”.

Gallery di #MammeinParlamento

Ieri è stata una giornata speciale.

Le mamme sono state protagoniste in Parlamento.

Vi lascio le foto più belle…. ed anche quelle più divertenti del party.


Il vice Presidente della Camera dei Deputati on. Simone Baldelli ha inaugurato i lavori.



È stato con noi anche il Ministro Enrico Costa.


Ha moderato Giancarla Rondinelli, giornalista Mediaset.


Le blogger: Jolanda Restano, Simona Mazzei, Federica Piccinini, Barbara Damiano ed io in pausa pranzo.

A sinistra l’on. Enza Bruno Bossio, esperta di digitale intervenuta a Mamme in Parlamento.

Dopo una giornata di lavoro….. ora è il momento del party!


Mamme, venite in Parlamento con me?

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Sono giorni concitati questi per me.Siamo alla settimana di vigilia dell’evento “Mamme in Parlamento” e io sto impiegando tutte le mie forze per la riuscita più giusta, quella che merita.

L’appuntamento è il 6 Giugno alle h.10,00 all’ Aula dei Gruppi della Camera dei Deputati ( via di Campo Marzio, 74).

Saremo li e saremo tante, tutte per proporre, migliorare, consigliare come solo una mamma sa fare.


Sarà un incontro fra blogger, esperti di comunicazione, esperti di digitale ed istituzioni che avrà come scopi:
– sensibilizzare le istituzioni su temi e problemi delle mamme e dunque delle famiglie italiane, con particolare attenzione alle nuove-mamme, intese come nuova generazione di mamme digitali, tecnologiche e consapevoli, che possono dare un contributo vero a rendere il Paese più a misura di mamma;
– far conoscere alle nuove-mamme le istituzioni e la politica intesa nel senso più nobile: come funziona la politica e soprattutto il parlamento e come può far evolvere il Paese partendo dalle esigenze reali dei cittadini;
– creare nuovi “corridoi” che, sfruttando il digitale, possano far pervenire idee da parte delle mamme a chi amministra la cosa pubblica.


Saremo ” Mamme in Parlamento ” per un giorno.

Avremo la possibilità di confrontarci con le istituzioni sui temi che più ci riguardano da vicino: sanità, scuola, lavoro, bullismo, telecamere obbligatorie nelle scuole, cyber bullismo. Lo faremo alla presenza delle istituzioni, di politici, membri del Governo, blogger, influencer, tecnici, esperti di digitale.

Ma le protagoniste assolute saranno le mamme con le loro esigenze e proposte.

Sarà una giornata importante, di riflessione, di studio e confronto.

Ascolteremo voci autorevoli di diversi settori.

Ma soprattutto ascolteremo le mamme italiane, importante motore del nostro Paese.
Partecipare è semplice e gratuito, basta inviare una mail a : accrediti@aidr.it

L’amore senza tempo 

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Un amore ha tempo? Un amore davvero finisce?  Esistono tempi che l’amore detta?

La risposta, per me, è sempre uguale: no.

Quando inizia un amore, un vero amore lui non avrà fine, mai.

Un sentimento forte, un legame speciale, di quelli fatti di farfalle nello stomaco, di complicità, di odori, di affinità elettive, di canzoni sono cose che la memoria non perderà mai. 

Nè la memoria del cervello, nè soprattutto quella del cuore.

Quello che è stato, se veramente c’è stato, torna ancora e ancora nella mente, nelle emozioni, nei gesti.

 A volte basta passare da un luogo per risvegliare ricordi di un amore fa, una storia finita ma che non finirà mai. 

Resta incastrata negli abissi del cuore e spesso, perché basta poco, torna come un uragano a ricordarci bei momenti ma è ora che trova spazio la malinconia che ci ricorda invece quello che non c’è stato e che avremmo voluto, quello che non sarà, il futuro che non verrà.

Il rammarico torna a bussare alle nostre porte, eccome. Le butta giù.

Ma la vita è fatta anche di amori impossibili, non vissuti, amori mortificati e pieni di dolore.

Vi è mai capitato di pensare a quanti sposano l’amore della vita?

Perché tutti vorrebbero coronare un sogno così, ma in quanti ci riescono?

Non lo so, non so rispondere.

Però l’anima gemella esiste, capita di incontrarla, capita di incontrare la perfezione in amore.

Quando è puro caos. Quando ti senti impazzire. Quando scuote nel profondo e la sensazione è inebriante, sempre, ogni volta che lo vedi e non è mai abbastanza.

Uno di quegli amori che quando finisce prometti a te stessa di non amare mai più così perché così poi fa troppo male.

Quando succede noi riusciamo a tenercelo stretto per sempre?

Forse i grandi amori sono talmente grandi perché finiscono, perché la fine li consacra, li rende immemori.

Resta struggente e dolce al contempo il ricordo, con cui ci si culla nelle notti insonni, con cui alla radio mentre guidiamo danno quella canzone, con cui immaginiamo cosa sarebbe se di fianco ci sarebbe lui.

Il mestiere MAMMA

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Siamo alla vigilia della festa della mamma e non credo che avrei potuto raccontare le mamme meglio di come fa oggi Massimo Gramellini dalle pagine del Corriere della Sera con il suo pezzo : L’AMORE (NON) HA PREZZO.

Vi invito a leggerlo, non potete perdervelo:

“Cercasi autista e cuoca che sia anche colf affidabile con esperienza da guardarobiera e diploma di supplente acquisito sul campo, baby sitter e badante all’occorrenza, specializzata in consulenza esistenziale (anche non richiesta) e disposta ad accettare l’orario continuato, senza riposi né permessi né ferie, per una paga sindacale pari a un bacio svogliato della buonanotte e a un regalo di Natale detraibile dalla tredicesima. Non è, o almeno non è ancora, la piattaforma di un contratto di lavoro che i mercati saluterebbero sicuramente con entusiasmo, ma la vita quotidiana di una donna di mezza età alle prese (ancora troppo spesso da sola) con l’accudimento di figli che non se ne vanno mai e di genitori che rimangono sempre più a lungo. Quanto vale il suo lavoro gratuito, che tutti danno per scontato? L’amore non ha prezzo, ma un portale di professionisti ha provato a quantificarlo, basandosi sulla paga oraria dei vari mestieri sopra elencati: 3.045 euro netti al mese. In America i ricercatori erano stati anche più generosi, fissando la cifra intorno ai 7.000. Se il Pil ne tenesse conto, salterebbero tutti i parametri su cui si basa l’economia virtuale che governa il mondo. Ma sarebbe già consolante se ne tenessero conto almeno i giudici dei divorzi nel trattare il coniuge più debole, che quasi sempre è lei. L’autosufficienza non può essere sufficiente come criterio. Un senso elementare di giustizia suggerisce di integrarlo con il riconoscimento del mestiere di madre, che spesso ingloba quelli adiacenti, e accudenti, di moglie e figlia a tempo pieno”.

Finalmente un terremoto per i divorzi.

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Un matrimonio può finire.
Ognuno ha le sue colpe, ognuno avrà conseguenze differenti, ognuno il suo percorso. Ma quando finisce, finisce. Stop. Fine. The end. Non so come meglio dire.

Eppure nonostante sia finita, anche da molti anni, nonostante i due vivano vite parallele che mai si rincontreranno, nonostante nulla li leghi, ne figli, ne beni, nonostante almeno uno dei due abbia creato un’altra famiglia con figli di cui prendersi cura LEI ( la ex) con tenacissima sfrontatezza chiede il mantenimento all’ex marito, nonostante ci sia il niente fra di loro.

 Lei (la ex, che se si chiama così ci sarà pure un perché!) pur non avendo figli con l’ex marito o beni in comune, pur lavorando, pur essendo giovane e in grado di badare a se stessa autonomamente chiede a voce di gallina ( come le vuoi chiamare queste che fanno vergognare il sesso femminile) al giudice, piangendo false, penose miserie di ogni sorta, di essere ancora mantenuta dall’ex marito. Una elemosina ufficiale.

Si insinua con prepotenza nella vita dell’ex senza ritegno, come se le spettasse di diritto, come un ladro che si infila nella casa di un altro, come se volesse vivere a tutti i costi una vita che non è più sua e non lo sarà mai e poi mai, con invidia, bruttura, bassezza che non conosce fondo, un profilo talmente basso che non trova una definizione, sembra non esistere per rappresentare tale volgarità. Soldi, tutto si riduce a soldi, a briciole, elemosina.

  Avete presente come si comporta il parassita? È esattamente lo stesso modus operandi, identico.

E allora la domanda davvero sorge spontanea : ma queste donne hanno una dignità? 

Ma queste donne hanno una morale? 

E la risposta è sempre NO.

 

E spesso si tratta delle stesse donne che si dicono femministe, che si fanno forti delle lotte di genere, che vogliono sentirsi equiparate in tutto e per tutto al sesso maschile.
È un fallimento tutto italiano, questo Paese non può ritenersi civile e moderno se concede ancora certi “diritti”( così si chiamano anche in questi casi?).

Pensare che questo teatrino ignobile sia supportato dalla legge italiana è ancora peggio. Perché ancora spesso ( purtroppo!) queste donne riescono ad ottenere il mantenimento dopo il divorzio. 

Ma, deo gratia, dopo ieri, dopo la pronuncia della Cassazione che dice STOP a questa indegna pratica lo stato delle cose cambia.
Per chiarire ogni dubbio, riporto testualmente dalla sentenza della Suprema Corte nella sentenza N.11504/17:
“Mantenimento non va riconosciuto a chi è indipendente economicamente”. Ovvero, possiede redditi, patrimonio mobiliare e immobiliare, “capacità e possibilità effettive” di lavoro personale e “la stabile disponibilità” di un’abitazione.
Ma la parte che in assoluto mi è piaciuta di più è quando ammette che i tempi sono cambiati:
“superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come sistemazione definitiva” perché è “ormai generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità, nonché come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, in quanto tale dissolubile. 

Si deve quindi ritenere – conclude la Cassazione – che non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell’ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale”. 

E io aggiungo: Amen!
Per cui: Ex mogli, fatevi una vita, è arrivato il momento di tornare sulla Terra e di andare a investire in dignità.

La verità, vi prego, sui VACCINI

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Dal 24 al 30 Aprile si celebra la settimana mondiale delle vaccinazioni ed io voglio diffonde l’iniziativa con questa donna speciale.
Parla Flavia Bustreo, Vice Direttore dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), parla la più titolata a farlo, parla una scienziata, una studiosa, una che non racconta storielle o chiacchiere da bar ma riporta dati reali supportati da studi precisi, seri, validi.
Parla una che dovrebbero ascoltare tutti, soprattutto i genitori.
Ed è per questo che riporto su Mammewonderwomen uno dei suoi ultimi ed utilissimi scritti:
“I vaccini sono uno degli strumenti più efficaci a disposizione della sanità pubblica ed hanno permesso di raggiungere uno dei più grandi risultati in termini di contrasto alla mortalità infantile nel mondo.
Grazie agli sforzi di molti, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rispetto al passato oggi un numero maggiore di bambini vengono vaccinati e negli ultimi 2 secoli i vaccini hanno permesso di debellare malattie come il vaiolo, ridurre la mortalità infantile e sconfiggere la polio.
Purtroppo però ci sono ancora oggi paesi dove la vaccinazione non supera la quota dell’80%. A livello globale più di 19 milioni di bambini nel mondo non sono ancora pienamente protetti da malattie facilmente evitabili e 1,5 milioni di bambini ogni anno muoiono a causa di malattie prevenibili attraverso i vaccini.
Le ragioni del mancato accesso ai vaccini sono molteplici e molto spesso condizionate dal funzionamento dei sistemi sanitari, ma anche da situazioni di conflitto, emergenze, disastri naturali, che in troppe parti del mondo hanno come prima causa il collasso dei sistemi sanitari e l’impossibilità da parte delle popolazioni di accedere ai servizi sanitari nonché alle medicine, ivi compresi i vaccini.
Ma una delle recenti, e forse fra le più pericolose cause della riduzione della copertura vaccinale, è rappresentata da quella che viene definita “vaccine hesitancy”, dalla quale deriva la decisione di posticipare o rifiutare del tutto i vaccini, nonostante questi siano a disposizione. Nel momento stesso in cui i genitori decidono di non vaccinare i loro figli, vi è il rischio che malattie fino ad ora sotto controllo, tornino in maniera più ampia e rapida. Ad esempio, solo poche settimane fa, il ministro della sanità della Romania ha riferito che 17 bambini sono morti in un’epidemia di morbillo che ha infettato migliaia di persone, la maggior parte delle quali vivono in aree dove la copertura vaccinale risulta essere troppo bassa.
In Italia i dati del 2014 confermavano un calo delle vaccinazioni che si registrava già a partire dal 2012 e purtroppo oggi appare chiaro che non si trattava di una flessione temporanea, ma di una tendenza che sembra consolidarsi di anno in anno.
Il morbillo che si credeva ormai debellato grazie alle vaccinazioni, torna a destare preoccupazione in Italia. In base agli ultimi dati a disposizione sull’incidenza delle principali malattie prevenibili dai vaccini nel periodo marzo 2016 – febbraio 2017, risulta allarmante il rapido trend di crescita dei casi italiani di morbillo: si passa dai 265 a gennaio 2017 ai 419 registrati a febbraio. Nel dicembre 2016 i casi erano solo 90.
Dei 6186 casi registrati in tutta la regione europea, quelli italiani rappresentano da soli oltre il 22% del totale.
In totale in Italia nell’ultimo anno si sono registrati 1387 casi di morbillo. È il numero più alto in Europa, secondo solo al dato della Romania (2702 infezioni) e ben superiore a quello di altri paesi: 365 in Germania, 145 in Polonia, 126 in Francia, 105 in Svizzera, 92 in Belgio, 89 in Austria, solo per citare quelli con le maggiori incidenze.
Non bisogna creare allarmismo, ma bisogna rendere la popolazione consapevole dei rischi a cui si va incontro, e fare della “buona informazione”. È un fenomeno infatti legato alla disinformazione, attraverso la circolazione di dati che non hanno alcun fondamento scientifico. È ora di tornare a promuovere con efficacia e determinazione i benefici della vaccinazione nel modo più ampio e chiaro possibile.
Per raggiungere, informare correttamente genitori, infermieri, lavoratori sanitari, mass media e decision makers e rafforzare la conoscenza dell’importanza e del valore delle vaccinazioni, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha istituito nell’aprile 2010 la Settimana Mondiale delle Vaccinazioni.
Anche quest’anno, dal 24 al 30 aprile, l’OMS promuove la Settimana Mondiale delle Vaccinazioni attraverso la quale vogliamo passare cinque messaggi chiari:
L’immunizzazione attraverso lo strumento dei vaccini è il modo più sicuro per proteggerci dalle malattie;

Anche quando si crede che il rischio d’infezioni sia basso, è sempre meglio essere vaccinati;

I vaccini combinati sono sicuri e vantaggiosi;

Non c’è nessuna correlazione tra vaccini e autismo;

Se smettiamo di vaccinarci, malattie mortali debellate ritorneranno.

L’OMS mette anche a disposizione della popolazione tutte le informazioni necessarie in relazione alla sicurezza dei vaccini, anche attraverso un apposito network, il Vaccine Safety Net, on line già dal 2003, che vuole essere uno strumento proprio per le famiglie, il personale sanitario, e la popolazione in generale per conoscere l’utilità dei vaccini, ed i loro effetti, e soprattutto per applicare un approccio scientifico alla questione della loro sicurezza.
L’OMS sta lavorando con i paesi europei per raggiungere i principali obiettivi dell’European Vaccine Action Plan, tra cui:
Il raggiungimento dei target di copertura vaccinale all’interno della Regione europea;

Il rafforzamento e il raggiungimento della sostenibilità finanziaria dei programmi nazionali di immunizzazione;

Debellare morbillo e rosolia, e controllare diffusione dell’epatite B;

Impedire il ritorno della poliomielite nella Regione europea;

Prendere decisioni politiche sulla base di evidenze scientifiche in termini di introduzione di nuovi vaccini.

Se lasciamo che la disinformazione provochi degli effetti negativi sui programmi nazionali di vaccinazione laddove si era raggiunto un buon livello di copertura vaccinale, e non diamo un sostegno ai programmi di vaccinazione, soprattutto nei paesi più poveri, il risultato porterà alla perdita di vite, specialmente di bambini e giovani, cancellando tutti i successi raggiunti in termini di salute pubblica mondiale. I vaccini funzionano, i vaccini sono fondamentali per la salute pubblica mondiale”.

Un marito viene sempre prima dei figli?

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” Meno di un mese dopo il mio matrimonio, ancora prima di spedire i ringraziamenti per i regali, mi sono ritrovata tra le mani un test di gravidanza positivo.
Otto mesi e mezzo dopo, mentre ancora ci stavamo abituando ai nostri ruoli di marito e moglie, siamo diventati mamma e papà. Non posso certo dire che non fosse nei nostri piani, non vedevamo l’ora di costruire una famiglia, ma col senno di poi, ammetto che diventare madre nello stesso anno in cui sei diventata moglie non è per tutte.
Il primo anno di vita di nostro figlio è stato anche il più difficile del matrimonio ed è allora che ho imparato un’importante lezione: mio marito deve sempre avere la priorità sui figli.
Non mi fraintendete, amo i miei ragazzi e farei qualunque cosa per loro. Ma amo di più mio marito.
Quando lo dico alle altre mamme, spesso le reazioni sono di sdegno e stupore. In fin dei conti, questa mia decisione non rispetta la regola aurea della maternità, secondo la quale essere un buon genitore significa sacrificare tutto per la felicità ed il benessere dei figli.
Mettere da parte i nostri bisogni per soddisfare i loro è un requisito indispensabile ma, perdonatemi, non fa per me.
Per alcune persone l’idea che i figli possano passare in secondo piano è assurda. In un’indagine condotta da YourTango, metà degli esperti intervistati suggeriva che le donne dovrebbero dare la priorità al marito, piuttosto che ai figli. Come potete immaginare, i commenti non sono stati entusiasti.
Lo capisco. Non si discute sul legame infrangibile che c’è tra madre e figlio. Ma io ritengo che l’impegno nella relazione con mio marito possa essere di beneficio per l’intera famiglia. Mettere al primo posto le sue necessità, farà diminuire le possibilità di divorzio, facendo in modo che i nostri bambini crescano con entrambi i genitori.
Credo che dare l’esempio di una relazione sana ai nostri figli possa aiutarli nei loro rapporti futuri. Io e mio marito possiamo essere considerati un modello di felicità matrimoniale. Così, i nostri ragazzi capiscono come trattare la loro futura metà (e cosa aspettarsi in cambio), semplicemente osservandoci.
Sono convinta che vivere in una casa dove i genitori si amano e si stimano sia la chiave per una crescita sana. Per me questo significa mettere mio marito al primo posto.
Salvo rare eccezioni, non troverete mai i nostri figli a letto con noi. Se possiamo permetterci solo una vacanza all’anno, ci andiamo da soli e non ci sentiamo in colpa nel chiedere l’aiuto della famiglia quando vogliamo una sera tutta per noi, dove parlare di tutto tranne che di bambini.
Nel giro di qualche anno, nostro figlio e nostra figlia se ne andranno di casa. Quando succederà voglio poter essere felice del lavoro che ho fatto con il mio partner e non restare in una casa silenziosa accanto ad una persona diventata estranea dopo anni passati ad allontanarci”.
(di Amber Doty)
La lettura di queste parole mi ha colpita, lasciata di stucco, forse perplessa. Perché io non mi sono mai soffermata a fare una riflessione del genere. Non ho mai dato una graduatoria a marito e figlio. Semplicemente per me sono famiglia, siamo famiglia, un’unica entità . Viviamo con amore, questo è quello che conta per me, nient’altro. La nostra vita è fatta di momenti ma viverli con semplicità è l’unico modo di affrontarli. Madre o moglie non cambia nulla per me.
Voi cosa ne pensate?

L’amore della tua vita nel momento sbagliato 

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” Tante storie d’amore finiscono. Il tempo cura tutto e lascia posto a relazioni nuove. Ci sono alcuni amori, però, che non si esauriscono mai completamente: gli amori giusti nati al momento sbagliato.

A raccontarli, sul giornale online dedicato ai Millennials “Elite daily”, l’attrice, scrittrice e filmmaker Lauren Skirvin. La sua è una riflessione sentita e commovente sulla forza di un sentimento che il tempo mette da parte ma il cuore non lascia mai andare davvero.
Lontano dalle storie passeggere, dalle avventure, dalle esperienze, esistono amori che squassano e sconvolgono, da cui, per Skirvin, non si recupera mai del tutto.
Ma come descrivere la nuova vita che una rottura come questa impone? 
Su Elite Daily, Lauren Skirvin parla di “purgatorio dell’amore”.
Questione di tempi, d’equilibrio, di impegni. Variabili che, in una vita, contano non poco. E infatti determinano il destino di una relazione.
 Il “purgatorio dell’amore” è sedersi in attesa di un ritorno, cercare distrazioni per andare avanti, forzarsi a incontrare qualcun altro nella convinzione che possa funzionare. 
Ma non è lui, non è lei, non è mai chi dovrebbe essere. E ci si sentirà così una, due volte al massimo in un’intera vita, senza nemmeno saperlo spiegare agli amici, senza saperlo descrivere a chi è arrivato all’amore percorrendo una strada dritta, facile e serena. 
Se il tempo è il problema, l’unica soluzione è nel tempo stesso. Perché “ci si incontrerà una seconda volta”. 

Per forza, come nei film. 

Nel frattempo, sarà solo una sfiancante attesa, un purgatorio di malinconia e distrazioni”. (H.P. Italia)

Oppure no, non ci rincontreremo più, avremo un’altra vita, un altro amore ma il ricordo malinconico e a tratti struggente di quello che sarebbe potuto essere, della perfezione che avremmo potuto vivere, della passione prima provata, poi maltrattata e buttata via ci accompagnerà per sempre come un grosso, enorme rimpianto.

Un amore può durare per sempre, anche oltre la morte.

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Dopo 77 anni di vita insieme lui non riesce a lasciare andare sua moglie: la foto che commuove la rete.
“Quando la mano di un uomo tocca la mano di una donna, entrambi toccano il cuore dell’eternità”, scriveva nel 1926 Khalil Gibran nella raccolta .

È un aforisma che racconta la profondità di questa splendida fotografia.

100 anni lui e 96 anni lei. 
I due innamorati sono stati fotografati dalla nipote mentre si tengono la mano qualche ora prima della morte dell’anziana. Sono stati sposati per 77 anni. Avvolto in una copertina con stampata più volte la parola “amore”, l’anziano ha accompagnato per mano sua moglie alla fine della sua esistenza. 

“So che sono i miei nonni – scrive la nipote RealLiveGirl, – ma questa fotografia è davvero la cosa più triste e dolce che io abbia mai visto”. 
L’immagine ha raggiunto presto anche il cuore del web. 
“Mi dispiace per la vostra perdita. Anche se credo che questo sia un modo ‘grandioso’ di andarsene. Stringendo la mano di tuo marito, in un letto caldo, presumibilmente con i tuoi cari intorno. Affetto per tuo nonno che ha perso la sua amata”, commenta un utente; “Considerando tutte le cose brutte del mondo, sono contento che questa immagine mi abbia ricordato l’esistenza di tante altre cose belle”, aggiunge un altro. 
Non manca però chi considera inopportuna la condivisione di questa immagine su Internet. “Momenti privati in famiglia? Chi ne ha più bisogno?”, scrive sarcasticamente un utente; “Nonna, nelle tue ultime ore eri così dolce. Ho avvertito l’esigenza di condividere la tua foto con il mondo”, interviene un utente con un commento dello stesso tenore.
Tuttavia, la maggior parte degli utenti ha apprezzato questa immagine e il suo significato, ammirando il grande amore provato dai due anziani.
E da qui scaturisce una grande riflessione: quella del senso della vita…..
(Da H.P. Italia)