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Mamme di Corsa e di Carriera

29 settembre 2017
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Qualche giorno fa, nella splendida cornice del “Byblos” di Milano, ho avuto il piacere di presentare il libro “Di corsa e di carriera” della giornalista e mamma Maria Antonietta Spadorcia.

Insieme a me, oltre all’autrice, c’erano l’on. Licia Ronzulli, l’on. Gianfranco Librandi ed il Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, mentre le letture sono state di Massimiliano Buzzanca.

Un libro speciale questo, per diverse ragioni.

• Innanzitutto perché quella di Maria Antonietta Spadorcia è una penna bellissima, scrive in modo scorrevole e ha il dono della sintesi. Quindi leggerla è davvero piacevole ;

• Poi perché tratta un tema, quello della maternità che tocca le corde del cuore di ogni madre e lo fa in maniera sensibile ma sempre autentica. È autentico il timore che si vive dell’inaspettato, perché questo è prima di tutto una gravidanza: un incontro al buio. Noi donne, dal momento stesso che sappiamo di essere incinte ci facciamo sopraffare da mille timori, pensieri e iniziamo a consultare signor Google per ogni minimo sospetto o dubbio.

La gravidanza costituisce anche un momento di rottura col passato, dà inizio ad una nuova vita per una donna in tutti gli ambiti del quotidiano. Dal lavoro e cene con gli amici si passa alle giornate passate in casa, notti insonni ed i temi trattati diventano: latte, pannolini, vaccini, passeggini, ecc.

Tutto si trasforma, diventa altro. Un cambiamento straordinario, un sogno che si avvera ma che pure però stravolge ogni cosa, perché nulla più sarà come prima.

• Inoltre, “Di corsa e di carriera” diventa a tratti una vera e propria denuncia sociale. Perché si narrano le difficoltà che genera la gestione di un bambino piccolo oggi: gli asili comunali praticamente inesistenti per la maggior parte delle famiglie italiane mentre quelli privati hanno dei costi esorbitanti e pochi possono permettersi; le difficoltà di trovare una baby sitter di cui fidarsi e lasciare neonati indifesi che certamente non sono capaci di raccontarci come passano le giornate e se gli vengono prestate le giuste attenzioni.

Momenti che ogni madre vive e a cui solo i nonni, quando vivono nella stessa città, possono dare rimedio.

Il libro è anche un messaggio di speranza per tutte le mamme a non mollare, ad accettare di non essere perfette perché la perfezione non fa parte di questo mondo e a pensare sempre positivamente con “Una sola parola, sgrammatica ma efficace. Tuttapposto, tutto attaccato mi raccomando.”

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