Costume e società

La Scuola Digitale esiste. Ecco i dati.

28 luglio 2017
img_0528.jpg

” A due anni dall’avvio del Piano nazionale scuola digitale il 97% delle scuole è dotato di connessione, il 54% delle aule è adatto alla didattica digitale, nell’82% degli istituti si usa il registro elettronico, mentre il 96% utilizza il digitale per le comunicazioni con le famiglie. I numeri testimoniano un salto di qualità rispetto al recente passato: 

“Solo due anni fa tra noi e i paesi migliori c’era un gap di 15 anni in fatto di cultura digitale”, ha affermato la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli intervenendo nell’ambito dell’evento in cui ha indicato i prossimi passi per consolidare l’innovazione nella scuola.“Senza cambiamenti nella scuola non c’è cambiamento nella società – ha proseguito -: è una sfida della nostra epoca che riguarda ogni singolo individuo e istituzione. Si trattai d costituire un ecosistema che metta in relazione competenze e innovazione”.
L’adeguamento infrastrutturale

Anche se i dati sulla connessione sono di tutto rispetto, “è necessario ora avere il sostegno di una maggior velocità, maggior qualità e più strumenti di innovazione”, ha aggiunto Fedeli. Per questo ha annunciato le prossime tappe della digitalizzazione della scuola, a partire da un investimento di 140 milioni per la realizzazione in chiave digitale di laboratori professionalizzanti in un’ottica di Industria 4.0. Altri 2,5 milioni saranno destinate alle aree più deboli per creare ambienti innovativi nelle scuole di periferia sperimentando il digitale come soluzione inclusiva contro la dispersione scolastica.

In ambito infrastrutturale il sottosegretario del ministero allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli ha annunciato un voucher, “già disponibile presso il Cipe”, per permettere a tutte le scuole di “avere una connessione in banda larga a 100 megabyte entro il 2020” (come anticipato ieri dal Sole 24 Ore).
L’amministrazione digitale

Altri 5,7 milioni sono previsti per la manutenzione tecnica informatica per la scuole del primo ciclo, mentre 15 milioni saranno destinati per fornire il registro elettronico a tutte le classi del primo ciclo. Nell’ambito della trasformazione digitale è previsto un design nuovo per i siti web delle scuole in un’ottica open source.
Competenze digitali strutturali

Già oggi 1,7 milioni di studenti e 25mila docenti hanno sperimentato i corsi di coding grazie al progetto “Programma il futuro”: ora sarà lanciata una call per sperimentare il pensiero computazionale strutturale dalla prima elementare all’ultimo anno delle superiori.

Ma lo sforzo deve essere soprattutto finalizzato all’innovazione didattica: per questo saranno istituiti a metà settembre tra gruppi di lavoro per la mappatura delle metodologie didattiche innovative, per la revisione delle indicazioni nazionali e per definire delle linee guide per l’utilizzo dei device personali in classe (già oggi la metà delle scuole permette il Byod).
Community di innovatori

Un grosso ruolo nella diffusione dell’innovazione didattica è demandata alla comunità degli animatori digitali, circa 30mila docenti incaricati della diffusione dell’innovazione digitale nelle scuole, che avrà a disposizione una piattaforma social di condivisione delle best practices e delle idee. Accanto a questi saranno sviluppati degli snodi regionali di innovazione didattica: 18 future labs, uno in ogni regione, per lo sviluppo di metodologie innovative e 18 centri di competenza per la formazione.

Altri 25 milioni saranno stanziati per la formazione avanzata sui temi del digitale per tutto il personale della scuola.
Tutti coinvolti

Se, come sostiene la ministra Fedeli, “l’educazione è una piattaforma abilitante per lo sviluppo dell’intero paese”, tutti sono coinvolti. “Entro il 2018 abbiamo stimato un fabbisogno di 85.000 nuovi specialisti nel digitale – ha affermato il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania – Formare questi nuovi profili ad alto grado di occupabilità è un obiettivo prioritario del Piano per la scuola digitale. Ora è il momento di concentrarci sui risultati per avere nei prossimi tre anni cambiamenti tangibili”.

Nell’ambito del coinvolgimento delle aziende private Google ha siglato ieri un protocollo d’intesa con il Miur per lo sviluppo delle competenze digitali a scuola, mentre Microsoft ha rinnovato il suo accordo per la fornitura di dotazioni digitali. ”
Pierangelo Soldavini

Ti potrebbe interessare

Nessun commento

Rispondi