Costume e società

Finalmente un terremoto per i divorzi.

11 Maggio 2017
Mamma orgogliosa di Antonio e Anna. Mi occupo di comunicazione, faccio cose e vedo gente. Vivo a Roma, la città dove ho sempre sognato di avere casa

Un matrimonio può finire.
Ognuno ha le sue colpe, ognuno avrà conseguenze differenti, ognuno il suo percorso. Ma quando finisce, finisce. Stop. Fine. The end. Non so come meglio dire.

Eppure nonostante sia finita, anche da molti anni, nonostante i due vivano vite parallele che mai si rincontreranno, nonostante nulla li leghi, ne figli, ne beni, nonostante almeno uno dei due abbia creato un’altra famiglia con figli di cui prendersi cura LEI ( la ex) con tenacissima sfrontatezza chiede il mantenimento all’ex marito, nonostante ci sia il niente fra di loro.

 Lei (la ex, che se si chiama così ci sarà pure un perché!) pur non avendo figli con l’ex marito o beni in comune, pur lavorando, pur essendo giovane e in grado di badare a se stessa autonomamente chiede a voce di gallina ( come le vuoi chiamare queste che fanno vergognare il sesso femminile) al giudice, piangendo false, penose miserie di ogni sorta, di essere ancora mantenuta dall’ex marito. Una elemosina ufficiale.

Si insinua con prepotenza nella vita dell’ex senza ritegno, come se le spettasse di diritto, come un ladro che si infila nella casa di un altro, come se volesse vivere a tutti i costi una vita che non è più sua e non lo sarà mai e poi mai, con invidia, bruttura, bassezza che non conosce fondo, un profilo talmente basso che non trova una definizione, sembra non esistere per rappresentare tale volgarità. Soldi, tutto si riduce a soldi, a briciole, elemosina.

  Avete presente come si comporta il parassita? È esattamente lo stesso modus operandi, identico.

E allora la domanda davvero sorge spontanea : ma queste donne hanno una dignità? 

Ma queste donne hanno una morale? 

E la risposta è sempre NO.

 

E spesso si tratta delle stesse donne che si dicono femministe, che si fanno forti delle lotte di genere, che vogliono sentirsi equiparate in tutto e per tutto al sesso maschile.
È un fallimento tutto italiano, questo Paese non può ritenersi civile e moderno se concede ancora certi “diritti”( così si chiamano anche in questi casi?).

Pensare che questo teatrino ignobile sia supportato dalla legge italiana è ancora peggio. Perché ancora spesso ( purtroppo!) queste donne riescono ad ottenere il mantenimento dopo il divorzio. 

Ma, deo gratia, dopo ieri, dopo la pronuncia della Cassazione che dice STOP a questa indegna pratica lo stato delle cose cambia.
Per chiarire ogni dubbio, riporto testualmente dalla sentenza della Suprema Corte nella sentenza N.11504/17:
“Mantenimento non va riconosciuto a chi è indipendente economicamente”. Ovvero, possiede redditi, patrimonio mobiliare e immobiliare, “capacità e possibilità effettive” di lavoro personale e “la stabile disponibilità” di un’abitazione.
Ma la parte che in assoluto mi è piaciuta di più è quando ammette che i tempi sono cambiati:
“superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come sistemazione definitiva” perché è “ormai generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità, nonché come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, in quanto tale dissolubile. 

Si deve quindi ritenere – conclude la Cassazione – che non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell’ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale”. 

E io aggiungo: Amen!
Per cui: Ex mogli, fatevi una vita, è arrivato il momento di tornare sulla Terra e di andare a investire in dignità.

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